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16 dicembre 2011

Ultime novità: annullato concorso per gli insegnanti all’estero

IL GIORNO DOPO…

Roma, al concorso per insegnanti all’estero arriva la polizia e la prova viene sospesa

Trentaseimila i partecipanti al megaconcorso organizzato ieri a Roma dal Formez per il ministero degli Esteri e riservato al personale scolastico destinato alle scuole italiane all’estero. Ma molti dei partecipanti hanno contestato le modalità e chiamato polizia e carabinieri. “Abbiamo visto persone uscire con i libri siglati e questo èIl concorsone pubblico per insegnanti all’estero si trasforma in una vicenda grottesca con tanto di polizia e sospensione della prova. Erano migliaia ieri ad affollare lo spazio antistante l’hotel Ergife di Roma sulla via Aurelia, arrivati da tutta Italia per sostenere la prova di lingua del concorso per il reclutamento del personale docente e Ata destinato agli istituti scolastici stranieri. Al bando, gestito dall’agenzia Formez per il ministero degli Esteri, hanno partecipato oltre 36mila persone da tutta Italia.

Ma qualcosa è andato storto: “Quando ci hanno presentato la prova di francese – ha raccontato la concorrente Loredana Tonni – ci siamo accorti che era una presa in giro: ognuno di noi doveva rispondere ai 40 quesiti a risposta multipla dopo averli cercati, uno ad uno, in un volume di oltre 4mila che i partecipanti alla selezione hanno visto per la prima volta, leggere quattro testi in lingua straniera e rispondere alle relative domande. Il tutto – conclude – nel tempo record di 45 minuti, comprese parti di testo da tradurre”. Fatti i conti: rispondere a ogni quesito in poco più di un minuto.

La protesta dei partecipnti si è fatta subito sentire. La commissione è stata subissata di lamentele. A quel punto sono state chiamate le forze dell’ordine. Il presidente della commissione di concorso ha deciso così di sospendere la prova, assicurando “che la prova stessa si ripeterà entro questa sera con gli stessi quesiti, come se nulla fosse successo”. “Le modalità di questo concorso sono fuori da ogni legalità – ha aggiunto Tonni – chi è entrato a sostenere la prima prova conosce già tutti i quesiti delle successive e può preparare l’esame all’esterno consultando il volume che la commissione ha permesso di portare con sé”.

Intanto nelle caselle di posta dei giornali, arrivano decine di mail, molte con questo contenuto: “Il concorso è da annullare, siamo stati presi in giro, abbiamo studiato mesi per la selezione”. Numerose le proteste di chi chiede che venga tutto annullato, anche perché i partecipanti in nessun modo possono portare all’esterno testi siglati dal Formez che hanno a che fare con i quiz e più di qualcuno giura di aver visto persone sottrarre i libri, tanto che alcuni di questi sono stati ritrovati abbandonati all’esterno della sala d’esame.

Il concorso prosegue con ritardi e lamentele. Si sono svolte nel tardo pomeriggio le prove di tedesco e di inglese, durante le quali una nuova commissione di esame ha annunciato ai partecipanti che le prove di francese e di spagnolo sono state spostate a martedì 6 dicembre. I protestanti hanno alzato nuovamente la voce ma non è stato proclamato alcun annullamento: “Membri della commissione – racconta una partecipante – mi hanno detto che il ragazzo che stamani ha dato vita alla contestazione è stato denunciato insieme ad altre persone”.

Di Paolo Dimalio e Paola Mentuccia

Source: Il Fatto Quotidiano

… A SEGUIRE…

Annullare il concorso per gli insegnanti all’estero: Lanutti interroga Terzi e d Ornaghi

“Erano 36.000 – ricorda il senatore nella premessa – i partecipanti al megaconcorso, tenutosi il 1° dicembre 2011 presso l’Hotel Ergife a Roma, organizzato dal FormezItalia SpA per il Ministero degli affari esteri e riservato al personale scolastico destinato alle scuole italiane all’estero; è scattata subito la protesta dei partecipanti e la commissione è stata subissata di lamentele relativamente alle modalità di svolgimento della prova stessa che prevedeva 40 domande da svolgere in 45 minuti; riferisce “Il Corriere della Sera” del 1° dicembre 2011: “Quesiti che, com’era successo ad inizio ottobre per il concorso destinato ai dirigenti scolastici, devono essere rintracciati dal candidato in un volume unico contenente le domande relative a tutte le tipologie di prove previste per ciascuna delle quattro lingue esaminate: francese, inglese, spagnolo, tedesco. Insomma: il candidato ha a disposizione un foglio con i numeri delle domande, scelti da un sistema informatico, e deve andarsi a ricercare il testo in quello che i prof chiamano il “librone”. (…) La protesta prende di mira la metodologia di esame e lo scarso tempo a disposizione dei candidati: i primi ad insorgere, alle 8, sono stati i prof di francese che dovevano sostenere l’esame per “lettori di lingua francese”. Racconta Gianfranco Chicca, docente di Tor Vergata: “Prima dell’inizio della prova ci sono state contestazioni in merito a questa modalità di ricerca delle domande – spiega il professore – La commissione ha risposto alle rimostranze dicendo che il tempo effettivamente non era sufficiente, il presidente ha chiesto di verbalizzare il tutto ma la commissione si è rifiutata”. A quel punto è scoppiata la bagarre: “Sono arrivati i carabinieri – aggiunge il prof – I testi erano lunghi, c’erano addirittura 4 brani da leggere: non si è capito cosa deciderà il Mae se annullare e rimandare le altre prove”. Anche perché, aggiungono i candidati, nel marasma pare sia “venuto a mancare qualche librone con le domande nelle altre lingue”. Erano almeno 3 mila i candidati chiamati a sostenere la prova giovedì, su un totale di 37 mila iscritti al concorso. Le altre prove avrebbero dovuto svolgersi venerdì 2 e lunedì 5 dicembre. (…) I prof, giunti nella Capitale per il megaconcorso, arrivano da tutta Italia. E dall’estero. Come una professoressa che insegna italiano in Argentina. “Siamo arrivati questa mattina in aereo a Fiumicino e siamo venuti direttamente all’Ergife – racconta – è impossibile svolgere una prova del genere in 40 minuti, si finisce per valutare chi è più veloce a sfogliare le pagine non chi conosce davvero una lingua straniera”. La professoressa e numerose altre confermano “l’unanime protesta sollevata dai docenti che costituisce un danno per tutti, e mette a nudo il modo in cui vengono svolti i concorsi pubblici – aggiungono i prof -. Non stanno valutando le competenze”. Tra i candidati gira voce che l’organizzazione delle prove sia stata affidata alla stessa società che ha curato i quiz per l’esame da preside: “Siccome per i dirigenti erano stati presentati mille quiz sbagliati su 4 mila, il ministero ha pensato di affidare la prova alla stessa agenzia” sottolineano (inferociti) i professori. “Questo concorso per insegnanti di ruolo italiani che vogliono andare all’estero, si fa ogni 4-5 anni – spiega ancora la professoressa – la modalità diffusa due giorni fa, quella del librone dove sono riportati tutti i test e tutte le 12 tipologie di prove che il candidato deve andarsi a cercare non era mai stata usata. E oggi si è scoperto che in queste 40 domande, c’erano anche 4 brani lunghi da leggere con domande di comprensione del testo”. Non solo: “Noi siamo in servizio all’estero. Questi esami sono caduti durante l’anno scolastico e i prof italiani hanno dovuto prendere un giorno di ferie – conclude Alessandra – E noi dell’emisfero australe eravamo impegnati in esami di stato. Ma perché non farlo durante le vacanze di Natale?”. Alle 13.30 di giovedì era ancora incerta la sorte delle altre prove di lingua, dopo l’annullamento dell’esame di francese. “Chiederemo il rimborso per viaggio e lavoro perso – rilanciano gli insegnanti – attendiamo notizie dal ministero””.

“Considerato che la disorganizzazione del concorso per docenti all’estero segue la disastrosa prova preselettiva del “concorso fantasma” per il reclutamento di 238 dirigenti scolastici la cui organizzazione della prova preselettiva era stata affidata sempre a FormezItalia SpA, seguita da una corrente di contestazioni e di ricorsi al Tar; FormezItalia – ricorda Lannutti – è il clone a carattere privatistico del Formez (Centro di formazione studi, disciplinato dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 285), che è stato trasformato (dall’art. 1 del decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 6), assumendone la denominazione, in Formez PA (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle pubbliche amministrazioni) per contenerlo; in un’inchiesta giornalistica di Angela Camuso, pubblicata sul settimanale “L’Espresso” del 24 novembre 2011, FormezItalia ha evidenziato i legami dei vertici con la politica, l’ingente costo, 4,5 milioni di euro l’anno, della società per lo Stato italiano e il fatto che nei suoi organi statutari ci sono persone implicate in vicende giudiziarie a tal punto che Angela Camuso si chiede a che razza di persone è stata affidata la selezione di un concorso importante come quello per dirigenti scolastici?; FormezItalia ha replicato con alcune precisazioni all’articolo “L’Ultima di Brunetta” (“L’Espresso” n. 47) a tutela dell’immagine della FormezItalia SpA: “Con il D.Lgs n. 6/2010 si è compiuta la riorganizzazione del Formez PA (già Formez), in conformità agli obiettivi previsti dall’art. 24 della L. 69/2009 recante “Riorganizzazione del Centro Nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, del Centro di formazione studi e della Scuola superiore della pubblica amministrazione”, in base al quale il Governo è stato delegato ad adottare i decreti legislativi di riassetto normativo finalizzati a realizzare un sistema unitario di interventi nel campo della formazione dei pubblici dipendenti, della riqualificazione del lavoro pubblico, dell’aumento della sua produttività, del miglioramento delle prestazioni delle pubbliche amministrazioni e della qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese, della misurazione dei risultati e dei costi dell’azione pubblica, nonché della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. Nel rispetto degli obiettivi indicati il Formez ha promosso alcune attività mirate a valorizzare i servizi delle PA per il cittadino (contact center di Linea Amica), potenziare le iniziative di sensibilizzazione e di ascolto dei cittadini attraverso attività di censimento e di monitoraggio dei costi delle pubbliche amministrazioni. Per quanto riguarda l’attività formativa, Formez ha costituito Formezitalia S.p.A. deputata alla realizzazione delle attività di selezione, riqualificazione e formazione del personale delle pubbliche amministrazioni in coerenza con gli obiettivi di riforma per l’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, nonché per l’efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni (D.Lgs. 150/2009). Per la realizzazione di tutte queste attività Formez PA, in linea con le previsioni contenute nel decreto di riordino, si avvale di FormezItalia, non un duplicato ma una derivazione in quanto sua struttura in house. Dal vostro articolo sembra che per FormezItalia si sia appositamente costituita una sede a Napoli, mentre questa esiste fin dal 1965: circa 20 anni fa smise di essere la sede legale del Formez, che fu trasferita a Roma. Gli esistenti uffici di Napoli sono stati individuati come centro per la formazione delle pubbliche amministrazioni per il territorio nazionale, con il conseguente subentro da parte di Formezitalia nella locazione dell’immobile di Napoli e il passaggio nell’organico della stessa dei dipendenti già Formez ivi operanti che, per esperienza e professionalità, sono risultati funzionali allo svolgimento delle attività istituzionali della società. Tale operazione si è potuta compiere nel rispetto di ogni garanzia sociale grazie alla partecipazione attiva delle Organizzazioni sindacali – che ancora ringraziamo- con le quali si sono definiti percorso e contenuti per la cessione volontaria del contratto di lavoro. Peraltro la stessa FormezItalia ha, sin dalla sua origine, adempiuto ad una missione rilevante in quanto ha rilanciato l’attività di selezione per le PA nel Formez, passando dai 1000 partecipanti a selezione del 2008 agli oltre 130mila per l’anno in corso e ha permesso di mantenere i livelli occupazionali in anni di grave crisi economica, ancor più grave nel nostro Mezzogiorno dove, grazie a FormezItalia si è riuscita a mantenere una presenza. FormezItalia, comunque, non ha in alcun modo determinato “doppioni” di attività, ma solo sinergie senza aggravi di costi; in particolare il costo dei 4,5 milioni da voi indicati non è il costo della Società ma è il costo degli stipendi del personale transitato dal Formez PA a FormezItalia nonché il costo del canone di locazione mensile degli uffici di Napoli. Tale canone, inferiore al costo che precedentemente sosteneva il Formez, è pari a € 67.469,00 e non ai 235.000,00 da voi erroneamente indicati, rivelandosi un brillante volano sotto l’aspetto dei ricavi. Preme peraltro sottolineare che, anche grazie alla ripartizione delle missioni, i conti consolidati del Formez sono in netto miglioramento, al punto di poter permettere un taglio lineare sul contributo statale previsto per il prossimo anno pari ad euro 3.309.000,00. Quindi non soltanto le strutture non costano di più, ma grazie alla riorganizzazione costano e costeranno molto di meno. Segnaliamo che il premio per il 2010 riconosciuto al Presidente – titolare di gran parte delle deleghe operative – è stato pari a € 35.000,00 lordi annui e non 70.000,00 come da voi indicato; inoltre la carta di credito aziendale a sua disposizione, sino al 30 settembre 2011 non risulta utilizzata. Per i sindaci effettivi è previsto un compenso lordo mensile pari a circa € 1.166,00 (diversamente dall’articolo che scrive di un costo variabile da 3.668,00 a 4 mila euro), mentre per i consiglieri di amministrazione il compenso lordo mensile è pari a circa € 1.666,00 (diversamente dall’articolo che scrive di un costo variabile da 4 a 7 mila euro). Quanto poi alle vicende che hanno visto coinvolti un consigliere di amministrazione ed un sindaco della società (peraltro non più in carica) è da rilevare che le stesse risultano del tutto estranee a FormezItalia S.p.A. e, comunque, sarà compito della magistratura farvi chiarezza. La posizione del consigliere, tempestivamente e cautelativamente congelata, è ora all’attenzione degli organi sociali. Restiamo a completa disposizione per presentare – qualora fosse di vostro interesse – tutti i risultati ottenuti, in solo due anni, dalla società in ambito di accesso al pubblico impiego, dematerializzazione e trasparenza, con iniziative sempre innovative e volte a soddisfare il cittadino/cliente come – da ultimo – la diretta streaming della correzione dei test dei candidati al concorso per dirigenti scolastici (con pubblici complimenti da parte de Il Sole 24 ore e anche di alcune associazioni di docenti). Il solo concorso per l’accesso al Comune di Napoli è stato un enorme successo: in meno di 11 mesi è stata conclusa una procedura che ha evaso oltre 110 mila domande via internet, ha consentito economie per l’amministrazione con un costo a partecipante di circa 10 euro, ha garantito totale trasparenza con un contenzioso irrisorio. Pertanto può essere considerato un modello di efficienza per tutte le amministrazioni””.

“A detta rettifica – cita ancora il senatore Idv – è seguita la risposta de “L’Espresso”: “L’aggravio dei costi a cui si fa riferimento non è quello relativo al pagamento del personale dipendente. Piuttosto, nel servizio si fa riferimento ai costi di gestione di Formez Italia e soprattutto agli emolumenti erogati ai membri del Cda e del Collegio Sindacale/ Revisore dei conti di Formez Italia. Il contratto di locazione della struttura di Formez Italia, come risulta dal bilancio di cui L’Espresso è entrato in possesso, è stato pari in un anno a 971.752 euro, così suddiviso: 243.000 euro a Giugno, 242.891 a Luglio, 242.891 a Ottobre, 243.000 a Dicembre. Le cifre riportate nell’articolo non sono una media mensile ma si riferiscono ai pagamenti relativi a determinate mensilità così come scritti nel bilancio. Come risulta dal bilancio del 2011 di Formez Spa, il Presidente Amalfitano ha ricevuto a Luglio un pagamento di 70.000 euro. A Maggio risulta essere stato pagato per 17.000 euro, a Giugno non risulta avere ricevuto emolumenti, mentre risulta essere stato pagato per 17.300 euro ad Agosto, 20.000 euro a Settembre, 20.000 euro a Ottobre. Per Novembre i suoi emolumenti previsti ammontano a 20.000 euro. Idem per Dicembre. Come da documenti in nostro possesso risultano mandati di pagamento per Castellaneta (mand. n. 230) del 14/4/11 di euro 3.668 e di 3.668 euro del 27/7/11 (mandato n. 399). Allo stesso modo Bernini, sebbene si dica la sua posizione “congelata”, risulta aver ricevuto regolarmente i suoi compensi fino ad oggi. (vedi il numero di mandato di pagamento 434 del 15/11/2011, dove Bernini risulta essere stato pagato per 3.582 euro)”.

Alla luce di tutte queste considerazioni, Lannutti chiede di sapere “se ai Ministri in indirizzo risultino i motivi per cui vi sia stata una mancanza di informazione preventiva rispetto alle modalità di svolgimento della prova stessa; se il Governo non ritenga opportuno, alla luce dei fatti esposti in premessa, prevedere l’annullamento del concorso per il reclutamento del personale scolastico destinato alle scuole italiane all’estero, dove, tra l’altro, stando a quanto pubblicato su alcuni siti Internet , sarebbe stato evidenziato che i quiz sarebbero stati quelli già utilizzati per il concorso per dirigenti scolastici, un migliaio dei quali erano stati successivamente cancellati dallo stesso Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca a seguito delle proteste dei candidati che avevano riscontrato numerosi errori ed ambiguità; se non ritenga che le migliaia di docenti, che hanno subito un trattamento inaccettabile, attendendo per ore ed alla fine subendo addirittura la minaccia di uno sgombero forzato da parte della Polizia, a causa della pessima organizzazione, unita alla discutibile scelta di concentrare i candidati in un’unica sede romana quale l’Hotel Ergife, peraltro privata e quindi a pagamento, abbiano diritto ad una spiegazione; se non ritenga inoltre necessario prevedere il rimborso delle spese per i pernottamenti non previsti, i biglietti aerei e dei treni, spese che, per la manifesta incapacità degli organizzatori, sono state sopportate dai docenti partecipanti al concorso in questione; se corrisponda al vero quanto sollevato dall’inchiesta della rivista “L’Espresso” e quali siano le valutazioni del Governo a riguardo” e, infine, “se, considerata la disastrosa organizzazione del concorso per insegnanti nelle scuole italiane all’estero, a cui si aggiunge l’altrettanto disastrosa organizzazione del precedente concorso per dirigenti scolastici, concorsi che insieme hanno causato ai candidati parecchio danno economico, ritenga ancora utile affidare al FormezItalia SpA l’organizzazione e la gestione di concorsi e di quant’altro abbia riferimento con la pubblica amministrazione a tutti i livelli”.

Source: Aise

…E ORA?


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